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sabato 12 dicembre 2020

"Mi racconto Io" con mister Gioele Salerno

 










di Fausto Zilli

Riprende la rubrica ” Mi Racconto Io” dedicata a tutti gli addetti ai lavori nel mondo del calcio amatoriale. E’ la volta di mister Gioele Salerno che si racconta nel suo passato e presente.

Avresti mai pensato di intraprendere la carriera da istruttore di calcio? “La carriera da istruttore di calcio la sogno fin da quando ero bambino, ho sempre amato la figura dell’allenatore, come insegnante di calcio ma soprattutto di vita. Il calcio per me è sempre stato importante, ora spero di trasmettere la mia passione a loro.

Quali qualità deve avere un allenatore? ” La prima qualità che deve avere è la passione, poi ci sono sicuramente le competenze, deve essere un buon uditore e saper relazionarsi nel migliore dei modi con ogni elemento della sua squadra “ Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio? Una ricetta perfetta secondo me non c’è, un punto importante è quello mentale può aiutare avere molta tenacia, credere sempre nell’obbiettivo che si vuole raggiungere e buttare il cuore oltre l’ostacolo pur di ottenerlo. Dalla mia esperienza posso dire non arrendersi mai, spesso le valutazioni sono soggettive  un allenatore può non ritenerti all’altezza, mentre un altro può pensare che sei un eccellente giocatore.

Cosa ti senti di consigliare ad un ragazzino che vuole imparare a giocare a calcio? Di appassionarsi a questo sport, perché per molti è solo uno sport ma poi chi lo vive vede bene altro.

Cosa ti senti di consigliare ai suoi genitori? Ai genitori consiglio di lasciare esprimere i propri ragazzi, perché ognuno ha la sua aspirazione e purtroppo questo è un filo sottile dove  molte volte il ragazzo vive il calcio per i sogni del genitore dove invece dovrebbe viverlo per i suoi e dare il massimo per raggiungere i suoi obbiettivi.

Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi? Ho giocato fino a 2 anni fa quindi se posso trasmettergli qualche “trucchetto” lo faccio molto volentieri. Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere? Se devo individuare una stagione in particolare non ti saprei rispondere, per fortuna da giocatore ho avuto molte stagioni che posso incorniciare, nel mio percorso agonistico ho avuto un anno molto bello al Fidene dove abbiamo vinto un campionato ed eravamo un grande gruppo di amici dove abbiamo perso una sola partita in tutto il campionato, ma i ricordi più belli sono quando ho iniziato a giocare nelle prime squadre dove ho vinto qualche campionato e soprattutto ho trovato veri e propri amici che ancora adesso sento e posso dire che grandi gruppi ottengono grandi risultati perché in tutte le squadre dove sono stato ed ho ottenuto qualcosa dietro ci stava un gruppo di amici disposti a fare tutto per il compagno ed è proprio questo che vorrei insegnare ai miei ragazzi.

Qual è l’allenatore che preferisci? In questo momento sono molto affascinato da Gasperini, mi piace molto il calcio che esprime e grazie al suo gioco di collaborazione sta ottenendo dei risultati fantastici.  A me piace anche studiare calcio continua Gioele, e l’allenatore che anche se non l’ho vissuto mi affascina è Cruijff, sto studiando moltissimo il suo calcio “totale” che poi ha plasmato Guardiola, ma Cruijff è sempre stato avanti rispetto ad altri allenatori e soprattutto più avanti rispetto al periodo storico della sua carriera.

Il giocatore che preferisci? Il giocatore che preferisco anche forse perché riveste il mio stesso ruolo quando giocavo è Sergio Ramos, giocatore di infinita qualità, personalità da vendere, ha vinto tutto quello che si poteva vincere ed ha anche quel pizzico di presunzione che non guasta mai.

mercoledì 11 novembre 2020

"Mi racconto Io" mister Federico Cernera

 


di Fausto Zilli

Continua il nostro viaggio nel mondo del calcio amatoriale giovanile, per la categoria allenatori ai nostri microfoni Federico Cernera, che attualmente è alla guida degli under 14 Elite presso l’Accademia Calcio Roma.

Ciao Federico, raccontaci un po’ la tua storia calcistica…

Avresti mai detto di intraprendere la carriera da allenatore?

La risposta è molto semplice si, è un ambizione che devi aver dentro e che cresce giorno dopo giorno. Fin dall’adolescenza devo dirti che mi ha sempre molto incuriosito il ruolo dell’allenatore sperando prima o poi di intraprendere questo percorso.

Quali qualità deve avere un allenatore?

Deve essere una persona in primis di sani valori etici e morali deve essere un educatore avere competenze  specifiche del ruolo, sia organizzative che tecniche.

Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio?.

Se devo dirti la verità, non ho la risposta, ci sono molte variabili da affrontare che portano un giovane a diventare successivamente un campione in questo sport. Quello che noto dai ragazzi che stanno emergendo in tutta Europa è sicuramente una predisposzione naturale al calcio, con l’addestramento tecnico-atletico, solidità mentale ti possono portare ad avere un occasione nei palcoscenici più importanti.  Solamente chi veramente ci crede con tutto se stesso e da sempre il 100% in ogni ambito può sognare in grande.

Cosa ti senti di consigliare ad un ragazzino che vuole imparare a giocare a calcio?

Di farsi trascinare dalla passione che ha dentro divertirsi, perchè il calcio rimane sempre e solo un gioco, un gioco serio ma pur sempre un gioco.

Cosa ti senti di consigliare ai suoi genitori?

Seguirlo e sostenerlo sempre nel suo percorso di crescita davanti a gioie e delusioni. Per quel che  riguarda il mio percorso, mi batto sempre molto con i ragazzi sull’accettare la sconfitta e il rispetto dell’avversario quando si vince, stessa cosa posso consigliare a tutti loro quando osservano la partita dalla tribuna, il risultato non deve essere un problema, è solamente il coronamento di un percorso e di un confronto con ragazzi che non si allenano insieme.

Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi?

A dir la verità nel mio piccolo percorso da calciatore dilettante non ho mai avuto “trucchetti del mestiere”, sicuramente potrò consigliare ed aiutare loro in altri modi secondo me più efficaci ad arrivare al raggiungimento di obiettivi, sia di crescita personale che collettiva, ma la vittoria più grande sarà se riuscirò ad aumentare la loro conoscienza di questo sport altamente variabile.

Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere?

Sono state stagioni tutte molto intensi compagni di squadra con cui mi sento ancora oggi, se ti devo segnalare la stagione che mi porta a momenti di felicità e piacere è sicuramente la mia prima stagione in agonistica, quella dei giovanissimi elite con la libertas centocelle guidata da mister Giuseppe Zazzara. Io provengo da una formazione non prettamente di calcio a 11, perchè fino ai 13 anni giocavo a calcio a 5, e per me non ti nascondo sono stati momenti difficili all’inizio anche molto traumatici, ti lascio immaginare, il pallone era diverso, le dimensioni del campo enormi, 10 compagni di squadra ci è voluto un pò per adattarmi, ma per fortuna sono riuscito a ritagliarmi i miei spazi fin da subito nonostante una sana concorrenza. Sfiorammo per poco le finali regionali perdendo uno spareggio, arrivammo in finale del Beppe Viola nello stesso anno il 2008 nonostante le delusioni, ero felicissimo del percorso intrapreso e del gruppo con cui mi trovavo, sentivo veramente dentro me stesso che stavo crescendo sotto tutti i punti di vista, ma sopratutto caratterialmente e tecnicamente . Ti devo dire che poi negli anni successivi qualche soddisfazione me la sono tolta, ma alla fine il richiamo di passare fin da giovane ad un ruolo appena al di fuori del rettangolo di gioco a prevalso sul continuo della mia piccola carriera calcistica.

Qual è l’allenatore che preferisci?

In questo momento specifico un allenatore che sto seguendo molto, studiando e che ammiro molto per quello che sta facendo, sognando un giorno di potermici confrontare è il mister del Sassuolo Roberto De Zerbi.

Detto ciò cerco di essere sempre aggiornato cercando di prendere il meglio da ogni allenatore, essendo ognuno di noi agevolato nel vedere le partite di livello internazionale, è più facile per me cercare di captare e percepire le proposte che si fanno anche oltre i confini nazionali.

Quello che sto notando è che ci sono molti allenatori con caratteristiche e peculiarità diverse tra i dilettanti nella nostra Regione con passione, ma sopratutto competenza professionalità sono da esempio. Con alcuni di loro ho la fortuna di confrontarmi e di parlare non solo di calcio, avendo costruito un’ amicizia vera sincera, forse sono loro gli allenatori che preferisco.

Il giocatore che preferisci?

Anche se ha smesso di giocare per me Francesco Totti rimane l’espressione di calciatore più bella che è mai stato dentro un rettangolo di gioco, ho avuto la fortuna di godere tutta la sua carriera da calciatore della Roma e penso nonostante abbia smesso da qualche anno rimane lui il giocatore che preferisco per diversi motivi, oggettivamente è stato inoltre uno dei più grandi calciatori Italiani.

giovedì 22 ottobre 2020

MASCHERINE PERSONALIZZATE ACCADEMIA CALCIO ROMA


 

3^ GIORNATA CAMPIONATO REGIONALE UNDER 16 ECCELLENZA




 

3^ GIORNATA CAMPIONATO REGIONALE UNDER 19 ECCELLENZA




 

3^ GIORNATA CAMPIONATO REGIONALE UNDER 14 ECCELLENZA


 

3^ GIORNATA CAMPIONATO REGIONALE UNDER 17 ECCELLENZA

 


3^ GIORNATA CAMPIONATO REGIONALE UNDER 15 ECCELLENZA